Avvocato matrimonialista e la scelta dell’avvocato giusto

L’avvocato matrimonialista cosa fa? Una domanda che molti mi fanno. Avvocato di famiglia, divorzista, matrimonialista o penalista? Come scegliere un giusto avvocato matrimonialista? Facciamo chiarezza.

 

Le doti di un avvocato matrimonialista esperto

Quella dell’avvocato matrimonialista è la figura attualmente più delicata e complessa tra quelle forensi.

Trattasi di un difensore completo che è costretto a districarsi nelle sabbie mobili del diritto, tra un ginepraio di leggi e orientamenti giurisprudenziali, che quotidianamente dicono tutto e il loro esatto contrario.

Spesso, dietro una separazione o un divorzio, ma anche in una procedura di una famiglia di fatto, si manifestano problematiche riguardanti altre discipline giuridiche (diritto penale, diritto del lavoro, societario, commerciale).

Se un legale di questo tipo non possiede una visione poliedrica del diritto, va letteralmente in tilt e il cliente rischierà di soccombere in un giudizio in cui sono in gioco la propria vita e i propri figli, ecco perché bisogna affidarsi al miglior avvocato matrimonialista.

 

Vocazione multisciplinare dell’Avvocato Familiarista/Matrimonialista.

Per formazione e per necessità quotidiana, il vero matrimonialista è abituato a confrontarsi con professionisti di altre discipline (psicologi, psichiatri, medici legali, pedagogisti, mediatori familiari).

Quando si è in presenza di un grave conflitto coniugale, il difensore farebbe bene a rivolgersi al consulente psicologico (o addirittura psichiatra) dello studio per capire come gestirlo.

Occuparsi di famiglie, specie nella loro fase patologica, trasforma il matrimonialista in una sorta di pronto soccorso da chiamare in qualsiasi momento, come il 118 per chiamare un’ambulanza per un’emergenza.

 

Avvocato della famiglia e la sua vita personale

Non so quante volte, a Ferragosto o a Natale, sono stato raggiunto al cellulare da un cliente: «Avvocato, mia moglie non si è fatta trovare, oggi i bambini toccavano a me», oppure: «Avvocato faccia qualcosa, mio marito anche questo mese ha pagato l’assegno di mantenimento con una settimana di ritardo, dobbiamo denunciarlo».

Secondo la testa della gente, l’avvocato non avrebbe una vita privata, una famiglia, un cinema con i suoi figli: è visto come un essere bionico, che non mangia, non dorme, non ha una famiglia, non ha una vita privata.

Insomma, il vero Avvocato Matrimonialista del libero professionista non ha niente. La sua è una professione totalizzante e altamente usurante, perché gestire un assistito è più faticoso e snervante che gestirne la causa.

A volte invidio quei Colleghi che si occupano di diritto societario di recupero crediti.

Questi ultimi non devono gestire i clienti sul piano psicologico e quanto chiudono lo studio, lasciano dentro uno scaffale i problemi professionali, al contrario di un avvocato familiarista che anche quando chiude la porta dello studio si porta appresso il fagotto di preoccupazioni e di tragedie umane che sta gestendo.

 

L’umanità del legale

È un prezzo altissimo che un avvocato di famiglia paga volentieri per aver scelto una materia – una delle poche – in cui le doti umane prevalgono su quelle tecniche e in cui, soprattutto, ogni causa è diversa dall’altra.

Non so quante notti insonni ho vissuto alla vigilia di una causa terribile. E non so quanta vita privata abbia sacrificato per la mia professione che ho vissuto in modo esclusivo e con ardore.

Ci sono avvocati che conoscono il diritto a memoria, studiano tantissimo, parlano e scrivono come libri stampati, ma quando li vedi all’opera in materia familiare sono come benzina sul fuoco, perché non possiedono esperienza né umanità, ma solo astuzie da quattro soldi.

Con ogni probabilità costoro sarebbero efficacissimi in un recupero del credito o in una vertenza di lavoro. Ma stiano alla larga dal diritto di famiglia.

 

L’arte principale del migliore avvocato matrimonialista è scoprire la verità.

Perché i clienti non la raccontano quasi mai oppure, nel migliore dei casi, la raccontano mescolandola sapientemente a bugie.

La peggiore disgrazia per un avvocato divorzista è ritrovarsi al processo e scoprire che il cliente ha mentito soprattutto a lui.

Purtroppo non esiste ancora un codice deontologico ad hoc del matrimonialista.

Quello in vigore è un codice deontologico generico e astratto, valido per tutti i tipi di avvocato, del tutto insufficiente la specificità di una materia come il diritto di famiglia, spesso oggetto di eccessive interpretazioni in sede disciplinare.

A causa di questa imperdonabile lacuna, non resta che osservare norme “non scritte” di deontologia professionale e etica, dettate soprattutto dal buon senso e dall’esperienza.

Come Presidente dell’AMI, una delle più importanti Associazioni Forensi d’Italia, ho creato con i Colleghi il codice etico dell’Avvocato Matrimonialista che è consultabile sul sito www.ami-avvocati.it.

 

Esiste la vittoria nel diritto di famiglia?

A differenza delle altre branche giuridiche, il diritto di famiglia non può consentire la ricerca della “vittoria” a ogni costo.

Si tratta di una materia delicatissima, in cui in gioco vi sono troppo spesso i diritti dei bambini (sprovvisti del loro avvocato di fiducia) che non possono difendersi dall’incurabile stupidità e cattiveria dei loro genitori che se li contendono come un bottino di guerra.

Ciò significa che il diritto di difesa delle cause familiari è da ritenersi del tutto diverso da quello “classico”. È un diritto più nobile e affievolito. Che non può autorizzare un avvocato a calpestare diritti altrui o a stravolgere la verità, pur di “vincere” a ogni costo.

Nel diritto di famiglia non si vince mai del tutto. Si deve cercare soltanto una soluzione giusta per tutti o limitare i danni.

Purtroppo la coppia che varca la soglia di un tribunale, qualche che sia il motivo, ha già perso. Inutile prenderci in giro.

 

Mediazione e il codice deontologico

Tutto questo dimostra che dietro un grande matrimonialista, il migliore Avvocato matrimonialista, o semplicemente un avvocato onesto, c’è sempre prima la qualità della persona. La tecnica viene dopo l’umanità del professionista e mai prima!

E quindi non c’è codice deontologico che tenga se chi lo deve rispettare è sleale.

Ecco perché il primo mediatore deve essere proprio l’avvocato.

Purtroppo capita spessissimo che il cliente possa alimentare i sospetti più odiosi nei confronti del suo patrono se e quando quest’ultimo opti per definizione indolore e civile della separazione.

La gente che entra nei nostri studi spesso impazzisce e perde ogni lucidità. Ci considera i killer della controparte.

 

Noi siamo uomini e donne di Legge che operano per la tutela dei diritti e non per calpestare quelli altri, dopo aver ricevuto un bonifico…

Quando un nostro assistito pensa che noi avvocati siamo disposti a tutto pur di vincere, dico che è meglio rinunciare all’incarico, o non accettarlo all’inizio, tanto quel cliente prima o poi troverà il difensore pronto ad assumere le vesti di killer che per lui.

Purtroppo esistono avvocati che si prestano a porre in essere atti del tutto contrari a qualsivoglia etica professionale. E’ un tumore del mondo forense che va estirpato.

L’importante è sempre avere la coscienza a posto e poter guardare in faccia ai nostri figli.

 

Gli errori imperdonabili dell’ avvocato matrimonialista

Di sicuro il primo imperdonabile errore che un matrimonialista non deve mai commettere è sacrificare la propria libertà e sostituire la propria autonomia professionale e di pensiero con quella del cliente.

É l’avvocato che deve decidere la strategia difensiva: prendere o lasciare. Non c’è nulla di più antideontologico per un legale che trasformarsi in un fantoccio del proprio assistito avvallandone supinamente tutte le istanze, vendendo l’anima al diavolo per trenta denari.

 

Ogni volta che un legale riceve il mandato di una separazione o divorzio dovrebbe sentirsi intimamente il difensore dei figli della coppia ed evitare di porre in essere strategie contro gli interessi di questi ultimi.

Non so quante volte ho messo alla porta gente che mi ha chiesto di fare cose indecenti!

Il formidabile ruolo sociale del matrimonialista deve inderogabilmente imporre questa condotta umana e professionale.

Purtroppo non tutti gli avvocati la pensano così, o meglio non tutti possono permettersi il lusso di essere autorevoli e disinteressati. Per cui, pur di non perdere il cliente, alcuni sono capaci di svendere la propria coscienza e diventare una sorta di clone dell’assistito facendosi coinvolgere emotivamente, oltre ogni razionalità, nella vicenda familiare.

Invece il difensore ha il dovere di restare un tecnico freddo e sereno, mantenendo il giusto distacco rispetto al processo e all’emotività dei suoi clienti.

Se si farà trascinare nella rissa diventerà il complice di tutto ciò che accadrà dopo.

La gente diffidi, dunque, degli avvocati isterici, umorali e istintivi, quelli che urlano e dichiarano guerra al mondo pur di fare felici i clienti.  O di quelli che giocano a fare gli avvocati di genere, che difendono ad oltranza solo padri o madri pur di accaparrarsi le simpatie e incarichi da questa o quella associazione o movimento.

 

Il miglior avvocato matrimonialista

Gli avvocati veri difendono tutti e non devono pescare in certi mercati e strumentalizzare il dolore e le istanze di certi cittadini, pur di sbarcare il lunario.

E’ una vita che combatto queste logiche pietose che offendono l’onore della nostra nobile categoria professionale.

E peggio ancora sono coloro che promettono sui loro siti risultati certi.

Nessun esito di una causa è certo. E’ sempre una partita da giocare.

L’avvocato che promette tempi e risultati è il peggiore. 

Per risolvere questioni delicate come quelle familiari occorrono lucidità, riflessività e infinita prudenza, da non confondere con indecisione o pavidità.

I veri maestri dell’avvocatura ci hanno insegnato da sempre che il valore di un avvocato si misura anche dai casi che è stato disposto a non accettare pur di non tradire se stesso.

Gli avvocati non sono tutti uguali e gli azzeccagarbugli, sia chiaro, esistono in tutte le professioni.

 

La bigenitorialità

A mio parere si può definire grande Avvocato Matrimonialista chi rispetta il principio della bigenitorialità, chi comprende che i figli hanno il diritto di avere due genitori sempre, anche in caso di separazione e divorzio, che non trattano i figli come merce di scambio o carne di porco, che non mirano ad affamare la controparte usando carte false o squallidi trucchetti.

Noi siamo uomini e donne di legge, ma abbiamo anche un ruolo sociale da rispettare e rivendicare.

Noi siamo i formatori delle coscienze e non prezzolati professionisti capaci di tutto.

Se un cliente ci chiede di escludere uno dei due genitori ingiustamente dalla vita dei figli, dobbiamo mettere alla porta quel cliente senza pensarci un attimo.

E se un cliente ci chiede di affamare il coniuge e i figli dobbiamo sbatterlo fuori dallo studio con sdegno.

Un conto è difendere un cittadino, in nome dell’art. 24 della Costituzione, altro è compiere azioni antisociali!!!

Se vogliamo il rispetto della gente, noi Avvocati ce lo dobbiamo meritare sul campo, come le nostre azioni, con i nostri sacrifici, onorando la sacralità della Toga che per noi deve essere la seconda pelle e non un mero pezzo di stoffa.

E soprattutto penso che un avvocato, che si presti a confezionare calunnie, pur di vincere giocando sporco, vada radiato perché  costui è il nemico numero uno della Giustizia.

Ecco sostanza sacra del ruolo professionale e sociale del miglior Avvocato Matrimonialista!

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