Assegno di divorzio novità e spiegazioni

Assegno di divorzio: come calcolarlo, a chi spetta e le novità dell’assegno divorzile

Una delle questioni più spinose del diritto di famiglia è il riconoscimento dell’assegno di divorzio.

Le peggiori guerre in tribunale si scatenano per l’assegno di divorzio. Un avvocato matrimonialista o avvocato divorzista di Milano sa bene quali sono i criteri per riconoscere e quantificare l’assegno di divorzio (anche per l’assegno di mantenimento dei figli col divorzio).

 

Breve schema sull’ASSEGNO DI DIVORZIO 2019 spiegato dall’ Avvocato Matrimonialista di Milano Gian Ettore Gassani.

Le recenti sentenze della Suprema Corte di Cassazione, la n. 11504/17, meglio conosciuta come la sentenza Grilli/Lowenstein, e la più recente sezioni unite la n. 18287/18, hanno creato una vera e propria rivoluzione copernicana del diritto di famiglia. È stato abolito in pratica il parametro del tenore di vita dopo anni di giurisprudenza costante.

Ora i criteri per riconoscere l’assegno divorzile sono altri.

Innanzitutto la Cassazione precisa che il matrimonio non può essere considerato una sistemazione economica.

Esso deve essere una scelta d’amore e di coraggio con un margine di rischio.

Un avvocato matrimonialista, familiarista o divorzista da qualche tempo deve impostare una causa di divorzio in modo del tutto differente dal passato.

 

Assegno divorzile e tenore di vita

Il giudice deve pertanto accertare se il coniuge economicamente più debole abbia i mezzi economici per il proprio sostentamento. Vige pertanto il criterio dell’autosufficienza economica.

 

Assegno di divorzio a chi spetta?

Nei matrimoni “mordi e fuggi”, ossia quelli di breve durata, se il coniuge che chiede l’assegno è ancora giovane ed è in grado di lavorare, l’assegno di divorzio è quasi impossibile da ottenere.

Se poi il coniuge più debole ha un reddito sufficiente, o rendite o proprietà immobiliari, l’assegno di divorzio non è dovuto.
Di sicuro questi orientamenti sono mirati a “moralizzare” il matrimonio. Per anni abbiamo assistito ad un indiscriminato riconoscimento di assegni di divorzio senza alcuna ragionevolezza. Tanti coniugi giovani hanno ricevuto l’assegno di divorzio anche a seguito di matrimoni naufragati quasi subito.

Si è parlato giustamente di rendite parassitarie o di pensioni a vita.

Anche la tanto sbandierata parità di genere è stata vanificata da orientamenti discutibili che hanno disincentivato molte ex mogli a trovare un lavoro. Ora tutto è cambiato. Ovviamente l’assegno di divorzio non è scomparso.

Per i matrimoni di lungo tempo i principi sono diversi e più garantisti.

In tal caso il coniuge più debole, anche se indipendente dal punto di vista economico, se dimostra con prove di aver contribuito alla riuscita sociale ed economica dell’altro coniuge (e non ha subito l’addebito della separazione), può ottenere un assegno perequativo o compensativo che, comunque, non saranno parametrati al tenore di vita.

 

Assegno di divorzio: il calcolo

Come calcolare l’assegno di divorzio?

Non sono chiari i parametri per definire quando e in che modo un assegno sia perequativo.

È in discussione il Disegno di legge Morani, approvato a larga maggioranza bipartisan dalla Camera dei Deputati il 15 maggio 2019, che intende codificare gli emendamenti della Cassazione.

Innanzitutto se il coniuge che riceve l’assegno dovesse allacciare una convivenza more uxorio, subirà la revoca dell’assegno in automatico.

Sarà previsto un assegno di divorzio a tempo nel caso in cui il coniuge più debole sia momentaneamente in difficoltà economiche.
Tuttavia il giudice potrà disporre un termine oltre il quale l’assegno non sarà riconosciuto per rendite vitalizie.

Il concetto è chiaro.

Quando si diventa estranei, ognuno deve provvedere a sé.

 

Tuttavia, per i matrimoni lunghi, conformemente a quanto sancito dalla Cassazione, il coniuge più debole riceverà, se ne ricorreranno le condizioni, un assegno perequativo.

Per l’assegno di separazione restano in vita i principi di separazione, ivi incluso la conservazione del tenore di vita.

La separazione è cosa diversa dal divorzio.

Stesso discorso per l’assegno per i figli, i quali avranno diritto a ricevere un assegno adeguato e le spese straordinarie.

 

L’avvocato divorzista Gian Ettore Gassani ha il suo studio legale a Milano nella centralissima via Podgora n. 10, a pochi passi dal Tribunale. I recapiti per richiedere una consulenza o un appuntamento nel studio legale di Milano o nel suo studio di Roma, sono reperibili in questa pagina.

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