Lo studio Legale Gassani, storicamente, è sempre stato tradizionalmente
penalistico.
Oggi la materia di punta dello studio è il diritto di
famiglia.
La scelta di coniugare l’esperienza penale e quello delle
separazioni e divorzi hanno in comune le stesse tensioni, le stesse
strategie e l’ausilio degli stessi consulenti (investigatori
privati, psicologi, psichiatri, medici legali ecc.).
In Italia, sia a nord che a sud, il numero di famiglie in crisi
e in procinto di separarsi o divorziare, è in forte aumento
al pari delle difficoltà in cui versano i minori.
Nonostante questo fenomeno preoccupante, manca in Italia una scuola
o l’obbligatorietà di una specializzazione in diritto
matrimoniale per gli addetti ai lavori (avvocati, magistrati e altre
figure professionali).
Tale carenza aggrava la situazione poiché molti cittadini,
che decidono di separarsi o divorziare (o che chiedono semplicemente
una consulenza), non vengono sempre tutelati da avvocati e davvero
esperti in materia.
Il risultato di ciò è nefasto poiché finisce
con l’aggravare situazioni conflittuali in atto tra i coniugi
e rende ancora più incerto il destino dei minori, sempre
più merce di scambio nelle beghe giudiziarie dei loro genitori
in conflitto.
E si sa che la cattiva gestione di un conflitto può determinare
situazioni incresciose ed irreparabili come le cronache di tutti
i giorni ci insegnano.
Il mio auspicio è che, un domani, la specializzazione in
diritto di famiglia diventi obbligatoria per gli avvocati (ma anche
per i magistrati) per poter operare in tali materie e che possa
sorgere il tanto agognato
TRIBUNALE DELLA FAMIGLIA.
Per specializzazione deve intendersi una preparazione del legale
a 360°, cioè attraverso una giusta e doverosa miscela
tra il diritto penale e quello civile.
Specializzazione significa
massimo risultato col minimo sforzo anche in linea con quanto
sancisce il codice deontologico degli avvocati italiani.
E ciò deve valere anche per gli assistenti sociali, per i
magistrati onorari, per i mediatori, per i sociologi, per gli insegnanti
etc…Ciò si rende necessario perchè le separazioni
ed i divorzi spesso si accompagnano a gravi reati penali ( sottrazione
di minori, inosservanza degli obblighi di assistenza familiare,
maltrattamenti in famiglia, abuso dei mezzi di correzione, reati
sessuali e tanti altri).
Un avvocato matrimonialista, quindi, deve poter
essere tecnicamente in grado di affrontare tutte le problematiche
penali e civili senza dover essere costretto a delegare ad altri
colleghi determinate fasi o segmenti delle procedure.
Non possono più esistere antiquati e dannosi compartimenti
stagni in tali materie.
Il matrimonialista moderno deve poter organizzare sia un processo
penale che un processo civile. A mio sommesso parere, il matrimonialista
che ha solo mere conoscenze civilistiche, al giorno d’oggi,
non è una garanzia poiché egli ha una visione limitatissima
e circoscritta delle problematiche e delle strategie defensionali.
Lo stesso discorso vale per le procedure innanzi ai Tribunali per
i Minorenni che sono altrettanto complesse e, al pari di quelle
separative, spesso sfociano nel penale. Matrimonialista e avvocato
minorile, un domani, dovranno essere la stessa cosa. Non più
due figure di avvocato diverse.
Ma accanto alle irrinunciabili doti tecnico-scientifiche, per diventare
buoni legali in tale settore, occorre dare prova di doti umane non
comuni.
Tale tipo di professionista, a mio sommesso parere:
- deve essere aperto ai cambiamenti della società;
- non deve avallare sempre ogni richiesta del proprio assistito
( qualora sia pregiudizievole per i figli) né deve farsi
imporre strategie difensive anche a costo di non accettare gli
incarichi o rinunciare ai mandati;
- deve garantire ai minori la possibilità di mantenere
rapporti con entrambe le indispensabili figure genitoriali nel
quadro della salvaguardia della bigenitorialità;
- non deve essere schiavo, delle proprie esperienze personali,
di ideologie politiche religiose né proprie né del
cliente né credere ciecamente alle versioni dei propri
assistiti (che spesso sono i “peggiori nemici” dell’avvocato);
- non deve fare “il tifo” per le donne o per gli uomini;
deve essere una persona equilibrata, rispettosa della propria
sacra funzione, ma anche di quella del magistrato e del collega
avversario;
- non deve danneggiare la controparte se non per tutelare diritti
ed interessi degni di tutela tentando sempre di mediare nei limiti
del possibile;
- deve salvaguardare la famiglia ed “educare” il proprio
assistito al rispetto dell’altro coniuge, anche nei casi
in cui il conflitto è serio;
- deve cercare di mediare e consensualizzare le procedure al
fine di ridurre i tempi, i costi e i conflitti, anche attraverso
propri consulenti qualificati;
- deve aggiornarsi ogni giorno;
- deve aiutare i giovani colleghi alla formazione professionale.
Il mio studio ha sede principale a Roma (Piazza del Risorgimento
n. 36, a pochi metri dai Musei Vaticani).
Si è occupato e si occupa, in tutta Italia e all’estero,
di svariate procedure di separazione e divorzio, di sottrazioni
internazionali di minori (anche internazionali) di adozioni nazionali
ed internazionali, di decadenza di potestà genitoriale, di
svariati processi penali legati alla famiglia, di riconoscimento
e disconoscimento di paternità, ai reati intrafamiliari.
Per tanti anni mi sono occupato di formazione degli avvocati in
materia familiare e minorile, ma ho esteso i miei corsi di formazione
anche ai mediatori familiari, sociologi, psichiatri, assistenti
sociali nel quadro di un doveroso aggiornamento di tipo multidisciplinare
(vedi curriculum).
Curo il portale www.avvocatiefamiglia.org
che costantemente è aggiornato con notizie, sentenze, opinioni
di tutti.
Dal 25 luglio 2007 sono Presidente Nazionale dell’AMI (Associazione
Matrimonialisti Italiani per la Tutela delle Persone, dei Minorenni
e della Famiglia) che conta Sedi in gran parte delle regioni italiane
(www.ami-avvocati.it).
Avvocato Gian Ettore Gassani